AMATO JAZZ TRIO: LIVE IN VIA ASIAGO

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14 novembre, Roma – Sede RAI di Via Asiago, sala A

AMATO JAZZ TRIO

Da Canicattini Bagni a Roma, dalla banda del paese (che comunque vanta una storia di 140 anni!) alla ribalta del jazz europeo e non soltanto. Del resto, ci deve essere una ragione se questo piccolo comune in provincia di Siracusa (che prima dei fratelli Amato diede i natali ad Arturo Basile, il quale proprio dell’orchestra della RAI fu direttore – ci tiene a ricordarlo Loris Amato) presenta una così alta percentuale di musicisti («qui ogni tre case c’è uno strumento musicale»).

E’ un ritorno, quello del trio in RAI, dopo l’esibizione del 2005, sempre per Radiotre Suite Jazz e sempre con Pino Saulo come splendido anfitrione. Tuttavia il nuovo concerto ha presentato una significativa variazione sul tema: infatti è stato proiettato, a mo’ di fondale, il film-documentario di Giuseppe Di Bernardo Amato Bros: quando il jazz nasce in Sicilia, aggiungendo così alla suggestione della musica quella (muta) delle belle immagini. E così Elio (pianoforte, trombone a pistoni), Alberto (contrabbasso) e Loris (batteria) hanno proposto la loro musica, forte di umori passionali e contrassegnata da naturale spontaneità (Elio ha tenuto a precisare che il metodo compositivo del trio è sempre basato su una prima registrazione per fissare l’idea, successivamente trasposta sul pentagramma e arricchita).

La scaletta è tratta essenzialmente dagli ultimi due album «Well» (2010) e «Gliss Man» (2013), entrambi pubblicati da Abeat. Scorrono così intense versioni di Helias Theme, Gwen, London Subway, Alborada, Gliss Man, che confermano l’originalità della scrittura di Elio e di Alberto, l’assoluta bontà delle esecuzioni, liriche eppure sempre suggestivamente oblique, talvolta furiosamente cinetiche, e l’interplay raggiunto dal gruppo (anzi, il termine – oltre che abusato – potrebbe risultare persino riduttivo, considerando che nella storia artistica degli Amato Bros è in gioco una vera comunanza di vita). L’impatto emotivo raggiunge il suo apice quando, in casuale concomitanza con la versione offerta dal trio del quarto quadro della Sacre du Printemps (già in «Well» come Spring Rounds), scorrono sullo schermo le immagini del film che rammentano la tragica morte, nel 2003, di Sergio Amato, poi sostituito da Loris. La performance si è chiusa con Astor (rielaborazione di Libertango sostanzialmente fedele all’originale) e con una versione piuttosto sincopata di Summertime.

Un concerto di rimarchevole intensità, da parte di un trio che meriterebbe maggior riguardo per l’originale stratificazione di molteplici influenze riunite in una sintesi assolutamente originale. La registrazione sarà trasmessa da RAI Radiotre nel mese di dicembre.

S Cerini