Alto Adige Jazz Festival, 30 giugno – 9 luglio 2017 Prima parte

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Alto Adige Jazz Festival

Il problema è descrivere un festival che in dieci giorni di programmazione propone più di cinquanta concerti, con la partecipazione di circa centosettanta musicisti. Vista la tematica, incentrata sulla scena del Benelux, si vorrebbe creare un vasto quadro esauriente, come fece Pieter Bruegel nella sua tela dal titolo Proverbi fiamminghi. Ma il rischio è di scrivere la lista della spesa. Ci limiteremo dunque alla descrizione di qualche momento pregevole, proponendo qualche considerazione di carattere generale.

L’edizione 2017 del Südtirol Jazz Festival Alto Adige porta certamente a qualche considerazione sintetica, che scaturisce in modo diretto dall’impostazione della rassegna, da qualche anno imperniata sulla selezione di musicisti giovani, scelti in ogni edizione da una diversa scena nazionale europea. Questo indirizzo ha il merito di portare al pubblico del festival una serie di nomi in larga parte sconosciuti, quindi stimola la curiosità, permette scoperte piacevoli e di valore, sia di singoli musicisti che di gruppi e associazioni. Naturalmente, a volte disattende le attese e porta qualche perplessità. Ma rappresenta comunque un motivo di riflessione critica e di confronto da parte di chi ascolta, mentre sull’altro versante, quello di chi realizza la musica, è l’occasione di calcare un palco che sempre più è oggetto di attenzione nel panorama internazionale. O meglio, una vasta serie di palchi dislocati in tutta la provincia di Bolzano: uno degli scopi del festival, pienamente raggiunto, è infatti quello di coinvolgere in modo capillare i comuni, le realtà produttive e culturali nella valorizzazione di ambienti naturali dalla bellezza incomparabile e di ambienti antropici degni di attenzione.

La prima riflessione scaturita dal cartellone del festival è dunque di carattere valutativo: a che punto è oggi la produzione di musica in Europa nella fascia dei musicisti che va dai venticinque ai trentacinque anni? Sotto l’aspetto tecnico, della preparazione sullo strumento, siamo a livelli generali di eccellenza. Anche le idee, i progetti non mancano. Ma qui va fatta una selezione, perché ai degni propositi non sempre seguono risultati realmente rimarchevoli.

Alto Adige Jazz Festival
Rainier Baas Princess Discombobulatrix a Alto Adige Jazz Festival 2017

I progetti sono numerosi e imboccano direzioni varie, spesso all’interno dello stesso lavoro: basti citare quello che ha visto il principale artista ospite di questa edizione, il chitarrista olandese Reinier Baas, protagonista dell’apertura con un’opera che mescola musica e narrazione tragico-fantastica, dal titolo “Princess Discombobulatrix XL”. In numerose proposte si trovano mescolate suggestioni che toccano la musica improvvisata vicina al free, la strutturazione che guarda a periodi diversi della storia del jazz, ma anche del rock progressivo, della musica colta ed etnica. Certo, una bella quantità di materiale, che a maggior ragione necessita di una consapevolezza e di una lucida capacità di sintesi.

Il focus del festival di quest’anno, concentrato sulla scena di Olanda, Belgio e Lussemburgo, presentava una bella quantità di musicisti, tra i quali si incontravano i nomi più noti, per chi è attento alla scena europea, del sassofonista e clarinettista belga Joachim Badenhorst, del contrabbassista germanico Pascal Niggenkemper, del vibrafonista lussemburghese Pascal Schumacher. Badenhorst e Niggenkemper, accomunati nella formazione Carate Urio Orchestra, erano presenti in due diverse collocazioni (cosa frequente nell’impostazione del festival): quella acustica nello scenario delle piramidi di terra del Renon e quella consueta sul palco del Museion di Bolzano. Il settetto mette molta carne sul fuoco, dalle suggestioni di un vocalizzo alla Robert Wyatt alle elaborazioni elettroniche e rumoristiche, agli insiemi orchestrali di fiati, chitarra e violino. Spesso interessanti, ma a fasi alterne nella tenuta narrativa.

Giuseppe Segala

Alto Adige Jazz Festival
Jazz Labs – Badenhorst e Darrifourcq a Alto Adige Jazz Festival 2017