Alberto N. A. Turra: in anteprima il suo nuovo album

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Alberto N. A. Turra

Presentare in anteprima il nuovo album di un musicista, dovendo usare poche ma significative parole, è compito arduo e lo diventa ancor più se si parla di un artista inafferrabile e non codificabile come Alberto N. A. Turra.

Una testimonianza diretta di Turra ci aiuta ad entrare più in profondità nell’idea germinale di questo album,«It Is Preferable Not To Travel With A Dead man», inciso per l’etichetta Chant Records (New York) – Felmay (Torino) e registrato live il 19 maggio 2017 nell’atelier dello scultore genovese Ruben Esposito, uno spazio incredibile situato in un palazzo del ‘400 nel cuore di Genova.

Chant Records

«Decidere di pubblicare un disco live è sempre un travaglio che si conclude positivamente soltanto se l’intensità di quello che si pensa di aver suonato resiste al tempo e allo spazio. Cioè se l’intensità resiste agli ascolti successivi, nonostante gli errori (o quello che pensiamo siano tali) e gli scherzi della memoria. Se il disco in questione è addirittura “in solo” la faccenda si complica, se possibile, di più. Questo è un disco spurio sia in termini di genere che in termini di intestazione. E’ il risultato di un tour di una trentina di concerti solo guitar.  Occasionalmente mi capitava di ospitare sul palco qualche musicista locale, a volte amico e altre estraneo, e di condividere un frammento di concerto. Questa è la volta in cui l’amico ed eccezionale contrabbassista Riccardo Barbera mi ha raggiunto per un paio di brani. Perché, come consiglia il titolo preso dai titoli di testa di Dead Man di Jarmush, citazione dello scrittore surrealista Henry Michaux, se devi viaggiare assicurati che i compagni con cui ti incammini siano vivi. Questo disco quindi non può che essere considerato una testimonianza a campione di un tour entusiasmante proprio perché esso stesso impuro, inconsueto, vitale».

Alberto N. A. Turra con questi pensieri ci racconta come è nato l’album, il suo quinto: con le registrazioni live del tour in solo, vista l’impossibilità di portare dal vivo tutti i musicisti e le formazioni che avevano partecipato al precedente disco «Filmworks». Il chitarrista milanese nei live precedenti aveva già dimostrato prontezza improvvisativa, supportata da tecnica e poetica ma in questo aggiunge una fragilità e insieme una pressione che soltanto la perfomance in solo può restituire. L’album contiene brani originali estratti dal repertorio del compositore, oltre a due standards, con richiami al Neil Young di «Dead Man» (film che, proiettato ovunque, ha accompagnato tutto il tour).

Alberto N. A. Turra

Chitarrista, arrangiatore, improvvisatore, Alberto N. A. Turra è un musicista multiforme che si muove sulla scena italiana da oltre dieci anni, fondendo l’urgenza creativa con  l’arte improvvisativa, il jazz visionario, la vitalità del rock, in un personalissimo e non convenzionale mondo sonoro. Nel live Turra ritrova la dimensione più congeniale per esprimere tale urgenza espressiva e la sua, sia in Italia che all’estero, è una presenza frequente con innumerevoli tour sia da leader con band come Kabikoff, Turbogolfer, International Troubadour che per le collaborazioni con artisti come Shanir Blumenkranz nella band Spiritsong (jazz-core-avant), Roy Paci-Corleone (jazz-core), Giovanni Venosta (avant), Sonata Kommandoh (avant-jazz-rock), Diego Mancino (alt-pop), Sarah Stride (alt-pop). All’attività di chitarrista da sempre alterna quella di compositore per cinema, teatro e danza contemporanea.

L’album è stato presentato il 29 ottobre al Nublu Classic di New York durante il festival di inaugurazione dell’etichetta Chant Records dal 24 al 29 ottobre a Manhattan, NYC.

Ora in esclusiva, anche se solo per qualche ora, per i lettori di Musica Jazz.

Monica Carretta