Addio a Delmar Brown, tastierista e compositore di talento

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Delmar Brown

La comunità del jazz sta salutando con grande commozione la prematura scomparsa di Delmar Brown, tastierista e compositore di talento, nato nel 1954 e cresciuto a Bloomington, Illinois, dove è stato attivo in chiesa come pianista, cantante e organista. Delmar rimase influenzato sia dai grandi jazzisti come Jimmy Smith, Herbie Hancock, e Oscar Peterson come dal gospel di Mahalia Jackson, James Cleveland e C.I. Franklin che ebbero grande influenza sulle sue espressioni di vocalist.

Dopo aver studiato al Berklee College of Music, Delmar iniziò la sua carriera negli anni settanta con Pat Martino (con cui incise il suo primo disco) e negli anni ottanta divenne uno dei musicisti più attivi in quella ribollente scena newyorkese dove Jaco Pastorius e Hiram Bullock erano il perno di un vivace jazz elettrico dal sapore funky. Proprio in quel periodo entrò a far parte del ribollente laboratorio musicale costituito dalla Monday Night Orchestra di Gil Evans che animava i lunedì notte dello Sweet Basil. Fu proprio questa partecipazione a dargli visibilità mondiale. Non solo Gil lo portò con sè nei tour finali della sua carriera tra il 1986 ed il 1987 affiancandolo agli altri tastieristi della band (Pete Levin e Gil Goldstein), ma gli conferì anche l’importante ruolo di vocalist.

Sometimes, uno dei brani delle notti di San Francesco al Prato documentate dai dischi della Egea, è dovuto alla sua penna. In questo tema dall’andamento sospeso e notturno, come nello stile di Evans, il suo canto che accompagna il solo di tastiera è particolarmente caldo, luminoso ed emozionante, costituendo uno degli elementi di novità introdotti nel repertorio e probabilmente indicando nuovi orizzonti musicali di quella che allora era la più grande band del mondo.

Purtroppo la scomparsa di Evans spezzò queste prospettive ma proprio ad Umbria Jazz 1987 Delmar suonò con Sting che poi lo volle nei suoi gruppi, aprendogli la strada delle collaborazioni con altre stelle del rock e della world music quali Bruce Springsteen, Peter Gabriel e Youssou N’Dour. Fu poi a fianco di Miles Davis e Quincy Jones a Montreux 1991 nell’omaggio alla musica dei classici album di Gil Evans. Nel prosieguo della sua carriera alla testa di gruppi propri (The Delmar Brown World Pop Experience) fece suo il concetto di una world music che abbracciasse jazz con influenze caraibiche, reggae e ritmi africani.

Uomo mite e dal carattere gioviale lascia un notevole vuoto tra coloro che l’hanno conosciuto ed apprezzato.

Giancarlo Spezia