CHARTS

Maggio 2012

  1. Prelúdio e saudade
    Bartolomeo Barenghi
    Quadrant, distr. quadrantcorner.com
    D Barenghi
    Blue_line
  2. 301
    E.s.T. – Esbjorn Svensson Trio
    Act 9029, distr. Egea
    D Est 301
    Blue_line
  3. Come Sunday
    Charlie Haden & Hank Jones
    EmArcy, distr. Universal
    D Haden Jones
    Blue_line
  4. All Our Reasons
    Billy Hart
    Ecm 2248, distr. Ducale
    D Hart
    Blue_line
  5. Four Mfs Playin’ Tunes
    Branford Marsalis
    Marsalis Music, distr. Universal
    D Marsalis B
    Blue_line
  6. Hear In Now
    Swift-Reid-Bolognesi
    Rudi RRJ 1007, distr. Goodfellas
    D Swift Bolognesi
    Blue_line

Anteprima Double_red_arrow

Img 508101630 0001 Before There Was Sound
Roscoe Mitchell
Nessa, distr. nessarecords.com

Consigliati

Recensioni

The Roar Cover 3 Zoom
THE ROAR AT THE DOOR
Raffaello Pareti
Artesuono, distr. Egea

Tracce

Pentalife / Diavoletti ingegnosi / Agghiornò / The Scary millennium / Marameo / De Profundis per il ceto medio / The Roar at the Door / Mari Ermi / Poggibonsi State of Mind

Formazione

Raffaello Pareti (contrabbasso); Francesco Bearzatti (sax tenore e clarinetto); Mauro Ottolini (trombone); Walter Paoli (batteria)


C'era una volta un contrabbasso che tratteggiava i colori della tradizione mediterranea. C'era una volta l'atmosfera del paesaggio en plein air, dove le cartoline diventano impressionismo. Oggi invece Raffaello Pareti torna in studio, lasciando la porta aperta al ruggito della sperimentazione. “Roar at the Door” è infatti il titolo di questo nuovo disco, un trompe-l'oeil dove le prospettive sono sfuggenti e surreali. Dove l'artista elabora gli umori contemporanei con una nuova ambizione stilistica: una scrittura che muove dalla saggezza dei classici per interpretare le dinamiche più attuali. Il quartetto è allestito proprio per interpretare partiture votate al contagio. Francesco Bearzatti ribadisce che la sua duttilità timbrica merita i riconoscimenti fin qui ottenuti. Walter Paoli garantisce affidabilità e rigore filologico. Mauro Ottolini poi, è tra i musicisti più contesi della penisola e anche da qui si capisce il motivo: il suo trombone garrisce sempre al servizio dell'imprevedibilità.
Nove tracce che lasciano trapelare frasi così genuine da sembrare familiari, per poi declamare le pulsioni metropolitane più irruente. L'immediatezza melodica si coniuga con le armonie più articolate per raccontare le esperienze di una vita passata a suonare (e ad amare) il jazz. Lello Pareti imbastisce un tessuto cangiante, ricamato con l'ironia che gli consente di ideare persino un De profundis per il ceto medio con piglio scanzonato sornione. Insomma, un'eloquente prova di vitalità per un album che saprà luccicare nella dimensione live.

Alessio Biancucci
Aprile 2011