
Pentalife / Diavoletti ingegnosi / Agghiornò / The Scary millennium / Marameo / De Profundis per il ceto medio / The Roar at the Door / Mari Ermi / Poggibonsi State of Mind
Raffaello Pareti (contrabbasso); Francesco Bearzatti (sax tenore e clarinetto); Mauro Ottolini (trombone); Walter Paoli (batteria)
C'era una volta un contrabbasso che tratteggiava i colori della tradizione mediterranea. C'era una volta l'atmosfera del paesaggio en plein air, dove le cartoline diventano impressionismo. Oggi invece Raffaello Pareti torna in studio, lasciando la porta aperta al ruggito della sperimentazione. “Roar at the Door” è infatti il titolo di questo nuovo disco, un trompe-l'oeil dove le prospettive sono sfuggenti e surreali. Dove l'artista elabora gli umori contemporanei con una nuova ambizione stilistica: una scrittura che muove dalla saggezza dei classici per interpretare le dinamiche più attuali. Il quartetto è allestito proprio per interpretare partiture votate al contagio. Francesco Bearzatti ribadisce che la sua duttilità timbrica merita i riconoscimenti fin qui ottenuti. Walter Paoli garantisce affidabilità e rigore filologico. Mauro Ottolini poi, è tra i musicisti più contesi della penisola e anche da qui si capisce il motivo: il suo trombone garrisce sempre al servizio dell'imprevedibilità.
Nove tracce che lasciano trapelare frasi così genuine da sembrare familiari, per poi declamare le pulsioni metropolitane più irruente. L'immediatezza melodica si coniuga con le armonie più articolate per raccontare le esperienze di una vita passata a suonare (e ad amare) il jazz. Lello Pareti imbastisce un tessuto cangiante, ricamato con l'ironia che gli consente di ideare persino un De profundis per il ceto medio con piglio scanzonato sornione. Insomma, un'eloquente prova di vitalità per un album che saprà luccicare nella dimensione live.